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Vuote ParolePer supplire al mio dolore/Chiamandole poesie/Mi rifugio in vuote parole
April 09 L’UNICA COSA CH’IO POSSO OFFRIRTI...a colei che raccolse il mio corpo suicida per farne il prorpio amore...
...a colei che mi diede la forza di camminare ancora...
...a LEI...la MIA lei...ora...per sempre...finchè scorrerà in me vita...
Cosa posso offrirti io Se non la mia poetica Vuote parole Su vuoti bianchi spazi
Cosa mai potrà restarti di me Se dovessi morir d’improvviso Cosa se non queste vuote, insignificanti parole
Son esse Il riflesso più puro di me Ch’io posso offrirti In nome del mio amore
Son esse forse concetti Forse pensieri mal espressi Forse inutili tentativi di raccontarmi Forse son solo semplicemente Io
Perché sono come sono Incapace di comprendere me stesso
Perché son d’amor morto Non so nemmeno io quando
Cosa posso dunque offrirti io Se non il dolore in me insito Che spero tu nemmeno comprenda Per non aver paura della mia vita
Cosa potresti tu comprendere Della mia possibile morte prematura Se non queste semplici parole Che d’amor forma riempiono il vuoto di esse
Questo riflesso che ti offro Quanto potrà mai valere per te Esso mai sarà canzone Che tu potrai gustare in compagnia
Questi aborti di pensieri, miei Scorrono lungo la linea del tempo Senza lasciar tracce in nessuno Nemmeno in me che di essi muoio
Perché io corro sulla linea della morte Per sentirmi vivo, almeno un istante
Perché questa linea sei tu Nemmeno so io da quando
Cosa posso offrirti io? Cosa posso lasciarti? Cosa posso fare affinché tu ti ricordi di me?
Solo questo mio vuoto Solo queste mie parole Solo questo mio dolore
In questo solo Puoi me ritrovare Quando desideri
È poco, lo so Ma questo so dare Solo una vuota poetica
March 31 ALLA MIA MAMMA
GUARDAMI MAMMA
Guardami mamma
Mi hai sempre voluto felice Sempre mi hai soccorso Sempre amato follemente
Invece son solo Di morte destino Sofferto come pochi Rifugiato nella desolazione
Guardami mamma
Ci hai sempre provato A mantenermi puro Ignaro del dolore del mondo
Invece diventai una puttana Che gratuitamente si vendeva Ad orgasmi blasfemi Violenti ed immorali
Guardami mamma
Mi hai educato Come il figlio d’un Dio Come pochi avrebbero saputo fare
Invece misi da parte L’educazione tanto amata Per divenir il figlio d’un demonio Di gelida maschera sul cuore
Guardami mamma
Mi hai insegnato Tante belle cose Sul buon Dio nostro signore
Invece ora lo calpesto Gli sputo addosso il mio sangue Vorrei vederlo morto Ancora una volta
Guardami mamma
Mi hai sempre intimato Di tenermi lontano dalle droghe Degne solo dei deboli
Invece esse furono per me Salvezza divina Santa provvidenza Per evitar la morte
Guardami mamma
Guarda il mio corpo Di ferite coperto
Guarda più a fondo La corruzione dell’anima mia
Guarda quel che sono Il contrario di quel che adori
Guarda i miei occhi Gonfi di follia malata
Guardami mamma Guardami da lontano Non seguirmi nel buio Non aver paura per me
Non piangere mamma Non ne vale la pena È il mio destino Non versare altre calde lacrime
Amami mamma Non smettere di farlo Qualunque cosa mi destini la follia Qualunque cosa mi faccia
Non odiami mamma Non dovrai farlo Il giorno che mi troverai morto Dopo una partita alla roulette russa
Guardami mamma Son sempre io Il tuo tesoro Anche se corroso dalla pazzia
MADRE
Sempre un dolce gesto Sempre una parola gentile Sempre uno sguardo complice
Daresti la vita per me L’hai già data Tutta
Quanto amore Dietro inutili e banali parole Dietro ai gesti più semplici ed immediati
Tutta la vita tua A me dedicata Solo a me
E piango oggi D’un pianto profondo e disperato Per ogni dolore che t’infliggo Per ogni mia deviazione
Tutta per me Incondizionatamente La vita tua
Ogni tua lacrima È la morte d’un Angelo Ogni tuo dolore Una ferita di Dio
Assoluta Santa presenza Bella come nessuno
Madre mia
March 05 SE TU FOSSISe tu fossi L’acqua di sorgente pura
Disseterei le mie membra Laverei con cura il mio corpo Felice del tuo dono divino Annegherei in te la mia vita
Se tu fossi Vento caldo del sud
Scalerei una parete rocciosa Chiuderei gli occhi e spalancherei le braccia Esaltato di perdermi nella tua brezza Lascerei cader giù il mio corpo
Se tu fossi Il mutevole fuoco
Mi avvicinerei a te lentamente Riscalderei il gelo del cuor mio Intimorito dalla tua mutevole distruttività Mi farei bruciare e divenire cenere
Se tu fossi La droga più letale
Mi divertirei in tua compagnia Manderei giù la tua chimica Incosciente abuserei di te Per estinguermi di overdose
Se tu fossi La crudele morte su croce
Mi farei frustare mille volte e più Mi farei umiliare da pezzenti Da essi nudo immobilizzare E godrei dei chiodi nelle mie carni
Se tu fossi Quel che sei Mio dolce fiore Circondato di neve
Semplicemente con te l’amore più bello farei E in tua compagnia aspetterei la morte
February 05 RITORNO ALLA MADREOsservo fuor dalla finestra Candidi fiocchi cader Dono delle divinità di Orione Che silenziose ci osservano
Scorgo tra la neve Il mio cadavere Coprirsi lentamente Ancora un poco caldo
Millimetro dopo millimetro Il corpo perde la sua forma E diviene origine
Secondo dopo secondo Si avvicina la fine Coperta con grazia di madre
January 28 §-RIVALSA DELLA MIA SUPERIORITA'-§Dedicato ad alcuni "amici" che ancora una volta mi hanno ferito...per l'ultima volta...Mi vien quasi da piangere. È sempre stato così, ma non ho mai capito perché la cosa mi abbia sempre ferito in questo modo. Chi vi credete di essere? Chi cazzo credete di essere? Siete solo dei patetici omuncoli insignificanti, siete carne da macello, merda non riciclabile. E voi, con il vostro più che modesto quoziente intellettivo, avete il coraggio di prendermi come uno di voi e di trattarmi come l’ultimo degli stronzi? Con che diritto? Mi fate ridere. Mi fate vomitare. Mi fate venir da piangere per quanto siam insulsi noi uomini. Ma infondo cosa vorreste capire voi dei miei pensieri? Con la vostra mentalità piatta e ristretta non riuscirete mai a intuire nemmeno una minima parte dei miei cieli, dei miei abissi, delle mie diatribe interiori. Siete come le bestie guidate dall’istinto del sangue, del guadagno. Ma abbiate timore qui io vi dico, son bestia io quanto voi e forse anche di più, ma non è questo che dovete temere. Perché oltre alla bestia in me dimora Dio, un Dio fottutamente realista, nulla a che vedere con la vostra maledetta marionetta in croce. Ridete. Ridete! Ridete! Persone che non vi degnerebbero di uno sguardo e di nemmeno mezza attenzione son quelle che mi stimano, proprio quelle che intuiscono almeno una parte dei miei abissi. Voi marcite nella vostra pateticità di massa. Siete solo massa, una massa di merda, ecco cosa siete, un’accozzaglia di stronzi ignoranti. L’ignoranza dovrebbe essere un pretesto più che giusto per una guerra. Gente come me dovrebbe riunirvi in campi di concentramento e finirvi sotto atroci sofferenze, dovrebbe impalarvi, mettervi in croce. Io mi odio, mi odio dal più profondo della mia anima. Mi torturo e mi mischio col fango. Ma di certo non posso accettare che gente della vostra risma possa farlo. Ma non sono indulgente, a nulla le parole di spiegazione, io vi metto in croce! Per l’ignoranza e la stupidità si dovrebbe morire. Per lasciar spazio a chi merita più di voi di soffrire questa vita, di soffrire tormenti divini che nemmeno vi immaginate. Lasciatemi lo spazio necessario per tagliarmi le vene, non vi voglio vedere, non dovete violentarmi con il vostro sguardo insulso, mi violento abbastanza già da solo. E quando giocherò ancora una volta alla roulette russa con ubriachi e drogati di sofferenza sociale, socialmente pericolosa, allora potrò finire come un pezzo di carne. Potrò finir ammazzato, e potrò veder il mio corpo nel Lambro. Ma mai potrete intuire gli spazi infiniti che lì mi potranno portare. Ridete! Ridete maledetti! Ridete di questo “figlio del Diavolo”. Io vi sputo addosso, pesto con i miei tacchi a spillo le vostre ossa (quale dolce rumore), violento le vostre bambine e le vostre mogli, sputo addosso ai vostri genitori, io vi anniento. Sono il vostro Hitler!!! Sono il vostro Stalin!!! Sono il vostro Anticristo!!! Sono tutto ciò che odiate e tutto ciò di cui avete paura. Sono quello che voi mai potrete essere, sono ME STESSO…
January 25 VIAGGIOFinisce questo viaggio Solitario e triste Tra antichi splendori
L’anima mia comincia Ad avvertire l’odore nauseabondo Della deprimente Milano
Dove son stato? Alla ricerca di cosa?
Camminai solo Per strade sconosciute Perdendomi tra la folla
Scattai molte foto Alcune davvero stupende In nessuna di esse son presente
Son stato forse via? Mi son forse illuso d’esser libero?
October 30 La nostra generazione (II)Mi si avvicinò con aria minacciosa, e ancor prima di comprendere cosa stesse succedendo mi ritrovai steso a terra, sanguinante in viso, il cervello intontito dal dolore e incapace sul momento di muovere un solo muscolo del corpo. Guardai verso il mio aggressore e ancor una volta la mia schiena venne attraversata da brividi, le mie mani cominciarono a tremare, e il viso mi si coprì di sudore nonostante il freddo penetrante. I suoi occhi gelidi mi fissavano spalancati all’inverosimile e la bocca un poco dischiusa in un ghigno mi fecero intuire il pericolo nel quale mi ero venuto a trovare. Mi rialzai subito, ancor tremante, sentii le ginocchia deboli. Pensai che non fosse possibile che un essere umano potesse trasmettere tanta malvagità al prossimo. Lasciatomi alzare senza opporr resistenza, partì nuovamente all’attacco. Venni investito da una scarica di calci e pugni tanto potenti quanto precisi, sentii le mie ossa stridere sotto quei colpi dettati da una ferocia a me in quel momento inspiegabile. Mi ritrovai nuovamente a terra, stroncato da un calcio laterale che cadde preciso sulla mia tempia, e per un istante stetti per svenire. -Alzati!- urlò lui rabbioso, vedendomi contorto dal dolore per terra. Ancor una volta quei occhi iniettati di violenza mi fissarono gelidi e folli. Presi allora un respiro, mi rimisi in piedi, mi tolsi la giacca e, mettendomi in guardia, gli dissi di farsi avanti. Per anni praticai le arti marziali, e molte volte affrontai combattimenti con avversari fortissimi e motivati, ma mai come quella sera mi stupii dell’abilità di un mio nemico. Non erano i suoi movimenti dettati da nessun stile, era palese che nonostante la precisione e la potenza di quei suoi colpi l’uomo che avevo di fronte fosse un autodidatta, ma nonostante questo per alcuni lunghi minuti non riuscii nemmeno a sfiorarlo. Fui pervaso dalla paura e dall’angoscia, ma a differenza di come accade a molti, quei sentimenti appesantirono soltanto i miei colpi. Quando finalmente riuscii a sbatterlo a terra, per un istante mi sembrò di vederlo sorridere, ancor con quegli occhi folli e gelidi, ma sembrò proprio stesse sorridendo,di un ghigno di piacere malato. Non ebbi nemmeno il tempo di pensare a cosa stesse veramente accadendo su quel volto, poiché con un’agilità animalesca me lo ritrovai nuovamente contro. Fu uno scambio di colpi grandioso, schizzi di sangue abbellirono il marciapiede sul quale ci trovavamo, per poi venir cancellate da quella pioggia leggera che d’improvviso diventò un acquazzone. Non so dir ora per quanto continuammo, posso solo ricordare la dolce sensazione che ad un certo punto pervase la mia mente. Ancor oggi non so come spiegare la sensazione di pace che provai quella sera, una pace assoluta, una pace contorta, ma talmente intensa che rimase nel mio cuore, e ci resterà per sempre, in ricordo di quella sera che annunciò l’inizio di una nuova vita per me, di una nuova epoca. Infine il mio aggressore si piegò sulle ginocchia e cadde sul gelido cemento, privo di coscienza. Mi abbassai per prendere la mia giacca da terra, non con poca fatica, e solo allora mi resi conto che ero circondato da decine di ragazzi dallo sguardo bieco, ognuno in sella ad una moto. Non riuscii a capire cosa stesse succedendo, ma non mi ci volle più di un istante per capire che non mi avrebbero lasciato andar via indisturbato. Scesero allora dai loro bolidi, alcuni tirarono fuori coltelli, altri spranghe, altri ancora catene, e poi sfollagente, tirapugni, o semplicemente bottiglie vuote. Mi sorpresi che una tale scena non provocò in me nessuna paura, se paragonata a quella che mi suscitarono gli occhi del ragazzo steso alle mie spalle. Mi vidi tutti loro venirmi contro. Non ricordo più oggi cosa pensai in quei istanti terribili. Si fermarono tutti ad un certo punto, e un braccio mi cinse il collo con una forza inaudita. -Non ti muovere se non vuoi finir ammazzato- mi sussurrò nell’orecchio la voce di quel ragazzo che ancor pochi istanti prima era svenuto alle mie spalle, poi solo un dolore lancinante giunse al mio cervello e quella sera per me finì. Mi svegliai il giorno dopo steso sul letto d’un ospedale.
October 21 La nostra generazione (I)Seguendo la sua indole distorta, ed il suo istinto, quella sera morì. Non ci fu nulla da fare, morì ancor prima che il suo corpo fosse trasportato al vicino ospedale. Io quella notte ero su quell’ambulanza, vicino al suo corpo, osservando i suoi ultimi istanti, incapace di reagire a quanto stesse succedendo. Era cosciente, ancor poco prima di spirare, ancor pochi istanti prima mi sorrise, mi guardò negli occhi, e cercò la mia mano con la sua. Due giorni dopo vi furono i funerali, ai quali non parteciparono i suoi genitori. Pensai che non li desiderasse nemmeno lui, ma in quel momento mi sembrò comunque una cosa triste. Al loro posto vennero, oltre me, decine e decine, forse centinaia, di ragazzi ai quali lui dedicò la sua intera esistenza, non vennero risparmiate lacrime così come non vennero risparmiati gli insulti dettati dal dolore dei presenti. Forse solo io riuscii a capire il vero motivo di quella morte tanto assurda, la morte di un individuo dal cuore straziato che ad alcuno mostrò mai il suo dolore, se non a me, in un’unica occasione. Era lui il simbolo di una generazione, la nostra generazione, una generazione forse malata e corrotta agli occhi estranei al nostro ambiente. Forse in pochi oltre i presenti a quel funerale avrebbero speso buone parole su quell’uomo, forse nemmeno i suoi genitori ne sarebbero stati capaci, forse non ne sarebbe stato capace nemmeno lui.
-Alla fine ti ho trovato- mi disse quella sera un ragazzo sconosciuto, scendendo dalla sua moto nera come la pece, avvicinandosi a me minaccioso. Quella sera per la prima volta vedi quel viso chiaro, dai agghiaccianti occhi del color del ghiaccio, il corpo possente e nerissimi capelli scombinati che sembravano mai esser stati pettinati. Una lunga cicatrice attraversava il suo zigomo sinistro, e un giubbotto di pelle nera ormai logoro dal tempo davano a quell’uomo un’aria sinistra e pericolosa. Fu una delle rare volte che sentii i brividi corrermi lungo la schiena, annunciatrici di un pericolo che una persona normale non sarebbe mai stata in grado di trasmettere. Fu il mio primo incontro con Shun, sotto una leggera pioggia che ben presto sarebbe stata macchiata di caldo sangue, una sera qualunque di dicembre.
October 15 A volte ritornano...Shabui ha attraversato un periodo molto intenso.
S'è tenuto ben lontano da questo mondo virtuale, sia per mancanza di memoria di esso che per mancanza di tempo fisico. A giorni tornerà, con il primo capitolino di un racconto ancora in stesura. Ultimamente lo Shabui ha parecchio pensato alla corruzzione generale della propria generazione, provata anche in prima persona. Una corruzzione reale quanto poetica, tanto negativa quanto sublime. E su questo cardine s'incentra il racconto da lui scritto. Nulla di impegnativo, nulla di complesso. Solo uno spacco sulla Nostra generazione, una generazione folle, assurda, sognatrice, nella quale tutto è lecito per un concetto discutibile di "bene"... Shabui
August 20 SOLO PER TESolo per te Ogni lacrima che verso Nascosto nella solitudine D’una calda giornata
Solo per te Ogni mio dolore Nascosto nella tristezza D’una fredda notte
Solo per te Ogni mio piccolo sorriso Nascosto dietro una maschera D’un cuore spaventato
E mi ricopre il calore D’una neve infinita Vestita di cremisi stelle
Solo per te La dolce calura del sole Fonte di vita e fonte di morte
Solo per te La pallida luna piena Vena di mielati momenti d’amore
Solo per te Le tre divinità di Orione Araldi del tuo chiarore
E cado nel sonno più profondo Vegliato dal tuo sguardo d’amore adorno E dolci sogni colmano il cuor mio spaurito E una sol tua carezza basta a salvarlo
Solo per te Tutti i girasoli di questo mondo
Solo per te Tutti i mari di questo globo
Solo per te Tutta la vita di questo luogo meraviglioso
E dalla mia ragione queste parole Forse poco significative e forse poco accorte Che solo come un giuramento a te voglion suonare E inno e lode di te presuntuosamente voglion diventare
SHABUI -15.07.2007-
August 08 Solo una volta ancoraPotrò io volare?
Potrò mai recuperare Ali perdute Distrutte? Potrò innalzarmi
Nella notte piovosa E osservare Dall'alto? Potrò mai
Ripulirmi del fango Che appesantisce Le mie cicatrici? Solo una volta ancora
A costo di morire Vorrei volare Piangendo sotto la pioggia E cadendo dolcemente Sorridendo Un'ultima volta SHABUI -07.08.2007-
July 25 AMOREAltro non è l’amore che reciproca abnegazione di spirito e corpo, il reciproco desiderio di dare piacere all’altro in qualsiasi situazione.
Altro non è l’amore che un bacio dato nel momento in cui nessun altra azione potrebbe rendere gradevole un momento infelice della persona amata.
Altro non è l’amore che una carezza che asciuga una nostra lacrima.
Altro non è l’amore che desiderio reciproco di affrontare insieme i dolori della vita, personali e di coppia.
SHABUI -1807.2007-
June 18 SPROFONDOTi senti sprofondare Adori la noia Sprofonda uomo Adora il nulla Soffri
June 12 IL SOGNO DI TE (questa è per te amore)Mi alzo al mattino e ti vedo al mio fianco, ancora che dormi, con la bocca un poco dischiusa, e i capelli scompigliati. Rimango ad osservarti tra estasi e divertimento. Ti accarezzo il viso, i capelli, ti sfioro le belle labbra. Tu ti muovi appena, cambi posizione, e io faccio attenzione a non svegliarti mentre colgo l’occasione del tuo movimento per scivolare via dal letto. Apro piano la porta della camera ed esco sul balcone a fumarmi una sigaretta. Il sole splende forte, in strada quasi nessun rumore mi distoglie dalla contemplazione della mia felicità. Gli uccellini creano una sinfonia perfetta per il mio cuore. Tiro lentamente il tabacco, ne assaporo l’aroma, rimango così al sole. SHABUI -12.06.2007-
May 03 ImperturbabileImperturbabile prendo schiaffi. Riversatevi su di me. Io resto imperturbabile. Imperturbabile mi pulisco dai vostri sputi. Venite tutti insieme. Io resto imperturbabile. Imperturbabile il mio triste sorriso. Io resto imperturbabile.
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