September 28
-Certo che questa volta hai esagerato-
-Come dici?- risposi io con un sorriso appena accennato.
-Dico che hai esagerato, cazzo!!Questa volta finisce male,
te lo dico io!-
Il mio compagno rimase in silenzio fissandomi come avrebbe
fatto con uno strano animale raro e per alcuni minuti nessuno dei due parlò.
Accanto ai nostri piedi giaceva immoto il cadavere di una donna, ricoperta di
sangue, col viso sfigurato. Le formiche cominciavano a camminarle sopra e io la
osservavo in silenzio. Era così bella. Era la creatura più bella che io avessi
mai visto. I suoi occhi privi di vita mi guardavano a loro volta.
-Ti ringrazio di tutto. Ora puoi andare. Ti assicuro che non
avrai noie per sta’ storia- dissi al mio compagno senza tuttavia guardarlo.
-Allora…io…beh, io andrei…- disse lui con la voce tremante.
-Ehi!- dissi forte –ho un ultimo favore da chiederti-
Egli guardò appena il cadavere, chiunque si sarebbe accorto
che avesse paura di me.
-Dammi una sigaretta- gli dissi infine, sorridendo dentro di
me alla vista di quanta paura avessero le persone di fronte alla morte. Tutti
sono guidati dal buon senso e non c’è nessuno che abbia il coraggio di
scommettere la propria vita su una corsa di cavalli! La mia esistenza è stata
così, una scommessa continua, e il valore della vita l’ho dimenticato da tempo.
Il fumo della sigaretta riempiva lentamente la stanza buia.
In quel buio ero solo con il più grande amore della mia vita disteso ai miei
piedi. I ricordi dei nostri primi appuntamenti mi scorrevano davanti come un
film di terza categoria. Ero un insetto, piccolo e patetico, ma velenoso. Lei
era stata l’unica a non avere paura di me.
Solo un desiderio avevamo in comune noi due, così diversi
nella vita sociale e così simili dal punto di vista umano: volevamo assorbire
il buio di questo mondo, in esso volevamo vivere, e per noi il vivere era
morire. Insieme oltre la linea rossa del trapasso. Gli uomini vedono questa
linea quando sono in vita a causa del desiderio di oltrepassarla. Ma alla fine
finiscono col non farlo. Ma non perché abbiano paura della morte, è la paura
della linea a bloccarli, la paura di cambiare, la paura di vivere per davvero,
di uscire dalla illusione quotidiana del mondo.
Ora mi trovo in una stanza piena di fumo. È finita ormai la
mia sigaretta, come è finito il sangue delle mie vene. Il dolce sapore della
morte annebbia la mia coscienza. Il mio corpo è così pesante da diventare
insopportabile. L’illusione scompare, e il buio diventa luce.