December 19
Ti vedo
Sotto le coperte
Il corpo leso
E ferite aperte
Ti osservo, io
Di lacrime coverto
Non ho più un Dio
Vergogna! viso coperto
Questa notte
Io Piango
Dormi Angelo
Col viso calmo
Non merito amore
D'una angelica forma
Nessun tepore
In cambio del tuo dolore, che torna
Ora torno
Nel buio mio
Silenzio
L'errore son io...
SHABUI -19.12.2006-
December 13
Indegno sono
D'ogni amore
D'ogni affetto
D'ogni dolcezza
Indegno sono
D'ogni arte
D'ogni sogno
D'ogni gioia
Percorro solo
La lucente strada
D'ogni rapporto
Come un'ombra
Silenzioso vago
Per i felici momenti
Di euforiche risa
Inebriate dall'alcool
Rido e gioisco
Come un ragazzo
Alla prima birra
L'ombra degli occhi miei
Piango e odio
Momenti felici
In cui mi nascondo
Dietro d'una allegra maschera
Felice
Solo in sogno
Protetto dal buio
D'una allegra notte
L'addio a tutti
Vorrei dare
Scomparire d'improvviso
Col sorriso nel cuore
Eppure son qui
Incapace di reagire
All'assenza di pathos
Con cui gioco
Ancor una volta
Riempio vuote pagine
Di vuote parole
E in esse mi rifugio
SHABUI -11.12.2006-
December 04
Sono la vostra merda
Che dal basso vi
deride
Sono il vostro vomito
Che vi riempie di
acidi la gola
Sono quello
calpestato
Evitato e malato
Sono quello che vi
uccide
Quando infuriato
Guardatemi!
Mi sto decomponendo
È il vostro sguardo
A corrodermi l’anima
È la vostra presenza
A farmi uccidere
È la vostra paura
A rendermi merda
Sono la catastrofe
Che uccide il vostro
Dio
Sono colui che
crocifigge
I vostri bambini
malati
Sono colui che
violenta
Le vostre figlie
ingenue
Sono colui che saluta
Una svastica in
fiamme
Sono colui che taglia
Il vostro capo con la
falce
Sono colui che si
masturba
Guardando il cristo
in croce
Sono colui che lecca
Le sue profonde
ferite
Sono colui che
squarcia
La propria carne
decomposta
Sono lo squallore
Che guida la vostra
vita
Sono il barbaro
sanguinario
Che tutto distruggerà
Sono il barbaro
sanguinario
Che tutto ricostruirà
Sono il vostro
miglior amico
Poiché vi regalo una
guerra al giorno
Sono una sigaretta
Bucata da mille
spilli
Lasciata bruciare
Guardata bruciare
Sono una banconota
Arrotolata quattro
volte
Che di bianco nettare
Vi riempie i cervelli
Sono un serpente
calpestato
Abbiate paura
Del mio lento e
potente
Inevitabile veleno
SHABUI -2.12.2006-
December 01
Mi spinsi oltre il normale concetto della lotta. Venni
pervaso dal puro e semplice desiderio del sangue.
Io sono un uomo dotato di rara intelligenza. Sono un lupo
sanguinario. Sono entrambi e nessuno dei due. Lotto contro i miei opposti, uno
deride l’altro e spesso la guerra tra i due non si ferma alla derisione.
Continuai a colpirlo. Il mio corpo, mosso dal lupo, dal
desiderio di sangue, continuò a percuotere con violenza quell’uomo. Quale male
mi fece egli? Nessuno credo. Spesso uno sguardo torvo e una parola di troppo
bastano a scatenare la bestia insita nel nostro cuore. Inebriato dall’eccitante
visione del cremisi fluido afferrai i suoi capelli, sbattei il suo viso contro
il gelido cemento, poi ancora, e ancora…ancora…ancora…
Vidi l’espressione dell’uomo al mio interno guardarmi con
tristezza. Vidi il lupo ridere di gusto.
Continuai a colpire l’uomo nonostante non si muovesse più.
Poi tutto finì…
Il lupo, affaticato e soddisfatto, cedette il posto
all’uomo.
Calde lacrime rigarono il mio viso, contorto in una smorfia
di piacere, da un sorriso malato e contorto, agonizzante. Mi chiesi per
l’ennesima volta il perché di quelle notti di violenza. È il tuo concetto di
bellezza, mi risposi. Il vero bello, la vera estetica, sta nell’orribile e
malato mondo della violenza.
Rimasi seduto, ansimante, di fianco al ragazzo, forse poco
più giovane di me. I suoi vuoti ormai occhi mi guardarono senza emozioni. Mi
resi conto di averlo ucciso. A questo pensiero la gioia malata pervase il mio
cuore e altre lacrime rigarono il mio viso.
Cercavo semplicemente un posto dove morire. Mai ho imparato
ad essere felice della mia vita.
Guardai la compagna del ragazzo con sguardo triste. Mi
avvicinai a lei e la presi per il collo. Si gonfiarono i muscoli del mio
braccio, ed esso si bagnò delle sue lacrime prima, e del vomito poi. Aspettai
poco per vederla smettere di muoversi. Le tolsi allora i vestiti e la violentai
continuando a stringere quel flebile collo abbronzato.
Piansi per tutto il tempo
Poi mi rivestii e me ne andai. Senza volgere più sguardo a
quei due poveretti.
Tornai a casa passando di fianco a puttane e impiegati
carichi di felicità per una sbronza che il giorno dopo sarebbero
inevitabilmente tornati alla loro routine. Baciai sulla fronte la mia bambina
di appena tre anni. Andai a letto e vi trovai mia moglie, addormentata, così
bella e dolce. La guardai e baciai appena le sue labbra.
-Dormite care- dissi bisbigliando –forse il sonno vi
proteggerà dalla mia malvagità-
Di fatto sappiamo che un giorno, inevitabilmente moriremo.
La tragedia sta nel fatto che ciò non accade tanto presto…
Sono il riluttante e gioioso senso di colpa di me stesso.
Sorrido al constatare la mia mancanza di felicità di fronte alla vita e alla
morte. Regalo agli altri ciò che vorrei fosse mio. Una fine anonima e violenta,
disperata, contorta, malata…inevitabile. Giungerà giorno in cui sarò io ad non
essere degnato di uno sguardo in una notte fredda. Inevitabile.
Mi addormentai pensando a cosa avrei potuto preparare per
colazione alla mia piccola.
SHABUI -1.12.2006-